Sandro Cordoni

In questa edizione del decennale vogliano raccontare a tutti quelli che saranno “dei nostri” un po’ di storia della persona che da otto edizioni ricordiamo intitolandogli il nostro Torneo, Alessandro “Sandro “ Cordoni.

Ex giocatore di buon livello degli anni 1970 e allenatore di riferimento nella nostra città sia giovanile che a livello senior.

Dopo una buona carriera di giocatore in serie C con la Sebastiani, culminata con la promozione in serie B nel 1972, Sandro Cordoni, dopo gli studi universitari e divenuto insegnante di ruolo, appende le scarpe al chiodo per abbracciare la carriera di allenatore.

Divenuto prima assistente di Gianfranco Lombardi e poi di Paolo Vittori, Cordoni dirige la sua prima partita in serie A nel 1976, a Caserta, dopo l’esonero di Vittori. Era un momento  difficile per la squadra della nostra città e la Brina perse quell’incontro 76-63. La domenica successiva sarebbe arrivato “Big” Elio Pentassuglia icona del basket nazionale e autentico mito ancora oggi ricordato in tutta Italia per le sue cavalcate trionfali.

Fino alla fine degli anni ‘80, in qualità di viceallenatore in serie A1 e A2, Cordoni è stato al fianco di Ed Klimkowski, Claudio Vandoni, John McMillen e Giulio Melilla. Nel 1983, il neo-presidente Otello Rinaldi lo promosse head coach della Fonte Cottorella in Serie A2. La squadra si stava comportando discretamente, obbiettivo dichiarato salvezza, e viaggiava con una striscia di 7 vittorie e 11 sconfitte con 3 squadre alle spalle: Vigevano, Verona e Pallacanestro Livorno.

Purtroppo, alla quarta di ritorno, Rieti perse in casa una fondamentale partita contro Verona per 79-81. La situazione poteva ancora essere sotto controllo ma Italo Di Fazi ritenne che non fosse il caso di rischiare e, liberamente, esonerò Sandro Cordoni ingaggiando Nico Messina. Sandro, nonostante il benservito, rimase sempre pronto a dare una mano alla “sua” Sebastiani nel momento del bisogno, mai si tirò indietro quando, nei momenti più difficili e spinosi, si trattò di guidarla a più riprese come capo allenatore.

Infatti, più volte sarebbe tornato su quelle panchina bollenti . «La Sebastiani mi ha dato moltissimo – ci raccontava a fine allenamenti o nei viaggi di ritorno dalle trasferte – ed io non dimentico che il più grande successo della mia carriera di allenatore l’ho ottenuto con la conquista del titolo italiano allievi nel 1979. Sono soddisfazioni che non hanno un prezzo e che ti segnano il cuore per sempre».

Nel 1988, quando Nico Messina si dimise a 5 partite dalla fine del campionato, poiché non stava riuscendo a portare la Sebastiani alla terza salvezza della sua carriera, la squadra fu affidata al tandem Sandro Cordoni-Gigi Simeoni i quali, vincendo 3 gare su 5, sfiorarono la grande impresa. Purtroppo, in città tutti sanno cosa combinò l’ex Maurizio Ferro a Rimini il 2 Aprile 1988, segnando allo scadere condannando la squadra ad una retrocessione ancora dal sapore amarissimo.

Ma non è ancora finita, nel campionato successivo, 1988-89, in serie B1, Otello Rinaldi richiamò in panchina Elio Pentassuglia ed allestì una squadra ambiziosa per tornare subito in A2. Purtroppo Pentassuglia, dopo il match casalingo con Imola, secondo di andata, il 10 ottobre partì in auto per andare a trovare i genitori a Brindisi. Non riuscì mai ad arrivare vicino a Bari la sua auto, a causa di un cantiere segnalato malamente, si scontrò frontalmente con un’altra auto. Morirono entrambi i conducenti. Il grandissimo allenatore brindisino venne rimpiazzato in panchina prima da Luigi Simeoni e, dopo quattro partite, da Sandro Cordoni fino alla fine di una stagione tremenda e crudele che ha segnato per sempre gli sportivi reatini e non solo.

Negli anni ’90 Cordoni fu artefice della promozione in serie A2 della Pallacanestro Femminile Rieti di Benito Valeri con Roberto Peron come vice allenatore e della prima, e unica, promozione in B2 dell’Aquila. Nel 1994, dopo il ritorno della Sebastiani in B1, gli venne nuovamente affidata la prima squadra, una compagine priva di talento e tormentata da problemi economici. Il destino anche in questa occasione non è stato dalla parte di Sandro che infatti non riuscì a portare a termine la stagione. Anche questa volta infatti, dopo una decina di partite, arrivò l’esonero in favore di Piero Millina. La squadra pur con il cambio del timoniere non riuscì ad andare oltre una sofferta salvezza.

Nonostante il palmares a livello senior le più belle soddisfazioni Sandro le raccolse allenando i giovani, collezionando numerose qualificazioni alle finali nazionali in tutte le categorie, coronate dal titolo italiano allievi del 1979. Tanti reatini in campo tra cui Luca Colantoni, Fabrizio Luna, Giuseppe Cattani (ora presidente della NPC) oltre a Balducci e Paoletto di Fazi. In 30 anni di carriera centinaia di giovani reatini sono passati sotto di lui, e proprio per questo che “noi organizzatori” in ricordo di quelle splendide ore vissute assieme vogliamo ricordarlo ogni anno. Purtroppo, durante il Natale del 2006, Sandro perse la partita più importante che da qualche anno stava giocando, ma ad armi impari, contro una brutta malattia che non lascia scampo nemmeno ad un uomo preparatissimo e combattivo come lui.

Oggi coltivando la stessa passione, suo figlio “Chicco” seppur sotto altre vesti sta cercando di lasciare il segno in uno sport alla quale la nostra città è tremendamente legata. Dopo aver appeso le scarpette al chiodo da “bomber “ indiscusso delle minors Chicco è ora presidente della NPC Willie Basket Rieti società costruita per sviluppare ed accrescere il settore giovanile cittadino troppo spesso negli anni passati caduto nel dimenticatoio.

Un progetto ambizioso che sicuramente per esser realizzato necessiterà di tanto tempo e tanto sacrificio.